Sono mussulmana, perché sono femminista. Dopo tre anni di studi
dell’Islam, di ricerca sull’ermeneutica e l’esegesi del Corano,posso
affermare in tutta tranquillità che le sole idee come religione misogina
e radicata in un machismo vendicativo nei confronti delle donne,
provengono da due fonti extra-coraniche: l’ignoranza della gente e gli
sforzi del patriarcato per assicurare la sua egemonia dentro le nostre
comunità. L’Islam è l’unica religione che stabilisce espressamente la
parità tra uomo e donna e regola norme di convivenza con persone di
altre religioni.Tuttavia l’Islam è stato oggetto di manipolazione da
parte di quei potenti alleati con i veri nemici dell’uguaglianza.Ad una
parte del mondo conviene una immagine dell’Islam come nemico per
antonomasia dei diritti umani e come principale oppressore delle donne;
questa idea può essere usata per giustificare così,invasioni,
occupazionie l’esportazione dell’ideologia ” Democrazia-cerca-petrolio”
che non ha portato né sviluppo, né pace né più rispetto dei diritti
umani, né tantomeno ha migliorato la situazione delle donne mussulmane.
D’altra
parte a certi potenti mussulmani conviene questa idea dell’Islam,
perché così mantengono il loro business del petrolio, che a sua volta,
alimenta le guerre e gli permette la supremazia politica, ideologica e
finanziaria nel mondo islamico. La sfrontatezza con la quale si manipola
l’Islam nei confronti del suo messaggio è avvolta da uno strato di
petrolio e fondata su accordi geo-politici.
Non c’è alcuna
contraddizione tra Islam e femminismo. Può essere contraria al
femminismo una religione che stabilisce l’uguaglianza tra i membri
dell’umanità come base fondamentale della convivenza sociale? Può essere
in contrasto con l’Islam una prospettiva a favore della Giustizia
Sociale di Genere? Credo di no, assolutamente no. Questa idea è un
trucco del patriarcato in cui cadono, purtroppo, molte donne, con
l’unico risultato che alcune escludono altre e promuovono la diffidenza
nei confronti di quelle che sono diverse.
Di
seguito mostro alcuni miti sull’Islam,la verità del Corano e
l’insegnamento su di essi. Mi baso per questo di un articolo sul tema,
al quale ho aggiunto le mie considerazioni.
1. Islam come una religione intollerante
Il
Corano dice che ” nessuno ha il diritto di imporre agli altri le
asserzioni di fede. Inoltre, la stessa citazione coranica stabilisce
che il Profeta durante la sua missione condannò un mussulmano per avere
ucciso un cristiano ed esiste un hadith (detto del Profeta),che afferma ”
il mussulmano che si comporta male nei confronti di un non-mussulmano
non odorerà il paradiso”. L’islam infatti dice che ” uccidere un essere
umano è come uccidere tutta l’umanità”.La violenza e l’intolleranza non
fanno parte della nostra etica. L’unica volta in cui un mussulmano è
autorizzato a rispondere alla violenza è per legittima difesa e per
causa manifesta. Tutti coloro che non la pensano come noi non sono
nemici, quindi, tutti gli atti di violenza, provocazione e il
terrorismo, sono fuori dalla nostra fede.
2. La jihad o yihad,e la guerra santa
Il termine Jihad in arabo significa sforzo. Il Profeta chiese ai suoi
compagni un patto con il quale essi si impegnavano a fare jihad, cioè
lo sforzo di resistere alle aggressioni sia morali che fisiche. Il
Corano parla di jihad sempre in questo senso, non ha nessun legame con
la Guerra.La jihad è una lotta interiore contro gli aspetti del nostro
essere che ci impediscono di vivere pienamente e in armonia con il resto
della creazione. Purtroppo, questo concetto è stato manipolato per
strumentalizzare la rabbia e il risentimento degli strati più poveri ed
emarginati delle popolazioni mussulmane, per fargli credere che sono gli
altri e non i propri governanti i colpevoli della loro miseria e,
pertanto, l’unica soluzione giusta per uscirne è la violenza ” per la
causa di Allah”, morendo in nome del fondamentalismo religioso, per
andare in Paradiso, dove troverà il cibo che non hanno nella vita reale.
3. Il velo e il burqa
Il
velo appare solo una volta nel Corano come raccomandazione all’interno
del comportamento della decenza. Ma questa raccomandazione serve allo
stesso tempo,sia per gli uomini che per le donne. Il problema risiede
nella sua interpretazione maschilista, imponendo che il velo è un
principio fondamentale per una “buona” moglie mussulmana, quando invece
il Corano non specifica nulla in merito. Gli uomini e le donne devono
essere liberi di utilizzarlo o no, ed è per questo che anche la
proibizione del velo è contro il diritto di decidere sul corpo.
Essere donna musulmana va al di là di un pezzo di stoffa.
Il
concetto di hijab è più che il velo islamico. Riguarda la modestia nel
comportamento, il rispetto della vita privata, e con il tenere un
atteggiamento dignitoso in ogni momento. Il velo è solo un modo di
esteriorizzare un elemento dell’identità della donna mussulmana; non ha
il potere magico di proteggerla contro le cattive intenzioni delle
persone - come dicono alcuni - né di trasformarla automaticamente in una
persona pia - come sostengono altri. Solamente il patriarcato piò
creare queste cose e si dedica a promuoverle con lo stesso entusiamo -
che vorrei - usasse per porre fine a pratiche che non sono islamiche,
anche se vengono identificate con l’Islam, come le mutilazioni genitali
femminili e il matrimonio forzato delle bambine.
Per quanto
riguarda il burqa, è una tradizione che esisteva prima dell’arrivo
dell’Islam, e quindi ha nulla a che fare con la religione. Nessun testo
del Corano parla sull’uso del burqa. Infatti, per l’algerina Wassyla
Tamazli, la sua origine non è che un simbolo di dominazione e di
privazione della libertà delle donne.
4. Islam e violenza contro le donne
Il
17 marzo 2012, centinaia di donne sono scese per le strade di Rabat per
denunciare la legge che obbliga le minori a sposare il loro stupratore.
La settimana prima, Amina, di 17 anni, si suicidò per essere stata
costretta a sposare un uomo che l’aveva violentata.I suoi genitori
preferivano questo matrimonio, ad avere una figlia disonorata. . Il
Corano condanna lo stupro e lo stupratore, tuttavia, il marito di Amina è
libero e senza nessuna accusa. Questo a causa di una legge che
colpevolizza la vittima e lascia in libertà lo stupratore.
In
Spagna ha suscitato molto clamore il caso dell’imam di Fuengirola, che
dalla moschea autorizzava a picchiare le donne con stracci bagnati per
non lasciare segni.Queste azioni, seppur realizzate in nome dell’Islam
non hanno nulla a che vedere con l’Islam. Secondo il Corano, le ultime
parole del Profeta prima di morire furono : trattare bene le donne”,
promuovere l’uguaglianza tra donne ed uomini, il rispetto e la
tolleranza. Nulla a che vedere con la religione elaborata dal Corano
che, viceversa, condanna la violenza contro le donne e questo tipo di
azioni.
Ma c’è di più. Il sonetto ayat (versetto) 04:34 dove secondo
alcuni si ordina di battere le donne è la conseguenza di una cattiva
traduzione dell’arabo. La parola araba usata nell’originale è Daraba, un
verbo polisemico con oltre 300 significati; solamente uno di questi è
picchiare. Dall’esegesi dell’ayat in particolare e della sua
comparazione con l’uso della parola Daraba in altre ayat del Corano, con
lo spirito generale dello stesso e con l’esempio di vita del Profeta
Muhammad, la logica conclusione è che mai il significato possa essere
“picchiatele”.
Piuttosto ciò che sembra suggerire il Corano è che se
come conseguenza del disaccordo coniugale non c’è possibilità di
comprensione è possibile ” dare una impressione”. E che tipo di
impressione? L’esempio del Profeta è la guida per l’interpretazione.
Davanti ad un momento di grave disaccordo con le sue spose egli si
ritirò a meditare lontano da esse, senza visitarle, parlarle, né
cercarle e in questo modo ha dato ad esse modo di riflettere. Se anche i
problemi continuano il Corano dà la possibilità di divorziare, quindi,
la violenza non è mai la soluzione accettabile. Lo scorso febbraio, 34
imam insieme a diversi leader islamici legati al Supremo Consiglio
Islamico del Canada hanno emesso una fatwa dove si spiegava che la
violenza contro le donne è contro i principi islamici:” Ricordare ai
mussulmani che i delitti d’onore, la violenza domestica e l’odio contro
le donne sono atti non mussulmani, che sono considerati dall’Islam come
crimini […]Questi crimini sono grandi peccati all’interno dell’Islam e
vengono censurati dai tribunali e da Allah l’Onnipotente. “
5. La poligamia
I versetti 3 e 129 della sura quarto del Corano, An-Nisa, danno
all’uomo la possibilità di sposare le orfani e le vedove per proteggere i
loro interessi e proprietà con giustizia.
Questo frammento è stato
rivelato dopo la battaglia di Uhud, quando secondo il Corano, molti
compagni del Profeta furono martirizzati. Così, la poligamia ha senso in
questo caso, perché promuove lo spirito di giustizia e protezione. Ma
non in tutti i casi, in quanto il Corano afferma anche che si può avere
più di una moglie, ma solamente se si trattano in modo euguale.
Qualcosa che è raro che avvenga. Allo stesso modo, il Corano afferma
(al-Ahsad: 4):” Dio non ha dato a nessun uomo due cuori in un solo
corpo”. il Profeta si riferisce al fatto che un uomo non può amare due
donne in modo euguale, dimostrando così che per il Corano, la poligamia
non sempre è giusta visto che non offre uguaglianza a tutte le spose. In
conclusione, la poligamia potrebbe essere accettata solamente nel caso
che le donne fossero orfane o vedove dovendo proteggerle e salvaguardare
i loro interessi e la giustizia sociale.
6. Sesso e Omosessualità
Il Corano dice che sia gli uomini che le donne hanno il diritto alla
soddisfazione sessuale. In tema di omosessualità ci sono molte idee
diverse. La società sessista e patriarcale ha sempre detto che
l’omosessualità è vietata dall’Islam e alludono alla storia di Sodoma,
come dimostrazione che Dio non approva l’omosessualità. Ma vi sono
altri studiosi musulmani che credono che l’Islam e l’omosessualità siano
perfettamente compatibili. Amanullah De Sondy, professore di teologia
di origine pakistana, dopo una ricerca in materia, ha concluso che la
storia Sodoma non domostra che Dio non approva l’omosessualità, ma che
Dio non approva lo stupro. E l’Imam Muhsin Hendricks, ha un’opinione
simile a favore dell’omosessualità nell’Islam: “”Nella storia coranica
su Lot e la sua gente, gli uomini rappresentati sono eterosessuali e
sposati con donne che disprezzavano per un desiderio guidato dalla
cupidigua e avidità. La distruzione divina di Sodoma aveva più a che
fare con il fatto che erano politeisti, ladri, intrusi …” L’Imam afferma
che nella storia di Sodoma spiegata dal Corano i suoi abitanti furono
condannati da Dio perché cattive persone non perché omosessuali.
7. Matrimonio
L’Islam permette il matrimonio tra musulmani, cristiani ed ebrei,
mentre vi è rispetto tra le religioni (sura 5, versetto 5).
L’interpretazione sessista del Corano afferma che solamente gli uomini
mussulmani possono sposarsi con donne di altre religioni e non
viceversa, perché se il marito non è mussulmano non rispetterà le
credenze della moglie. Questa è un’interpretazione machista ed erronea,
dato che il matrimonio deve basarsi secondo il Corano,nel rispetto e
quindi in un matrimonio in cui entrambe le parti si rispettano
reciprocamente.
8. Divorzio
Ndeye Andujar, la vice presidente della Giunta Islámica Catalana,
coodirettora del Congresso Internazionale sul Femminismo islamico e
direttora del corso UNED “Esperto in Cultura e Religión islamica”, ha
scritto qualche anno fa un articolo intitolato “Il divorzio e la Legge
Islamica”che si occupa di questo argomento.
” La donna deve
ottenere l’autorizzazione dell’uomo per includere le condizioni nel
contratto matrimoniale e la Talaq ( lasciare libero) può continuare
esercitata dal marito senza avocare i tribunali, mediante una semplice
formulazione unilaterale. Pertanto, la donna non ha il diritto di
divorziare in modo completo ed autonomo “.
Il diritto alla casa e
alla manutenzione è molto meno sicuro. La maggior parte dei codici di
famiglia non rispettano questo diritto anche se è stabilito nel Corano e
nella Sunna.E ‘incredibile che tali leggi così importanti come quelle
che fanno riferimento ai diritti delle donne divorziate che si basano
sul Hadith siano manipolate nascondendo il loro vero senso, come è la
storia di Fatima bint Qays “.
Per coloro che vogliono recuperare
il messaggio di liberazione che ha segnato l’arrivo di Islam è un
dovere esigere la parità tra uomini e donne. Il che non significa
distruggere la famiglia islamica, al contrario,ciò che si tenta è
rimuovere tutto ciò che è stato aggiunto nel corso dei secoli e che ha
finito per essere codificato in leggi ingiuste e discriminatorie.
La
convinzione che il femminismo è un nemico dell’Islam nasce dall’idea
che si tratta di un’invenzione occidentale. E se guardiamo da vicino le
politiche di genere e la posizione delle donne in molti paesi
mussulmani, sembrerebbe che è l’Islam il peggiro nemico delle donne.
Entrambe le posizioni sono sbagliate.
Coloro che sostengono la
prima tesi sono molto ignoranti sulla loro stessa fede. L’Islam è stata
la prima rivoluzione femminista nella storia del genere umano. Grazie
alla rivelazione coranica le donne sono passate dall’essere creature
vergognose che meritavano di essere sepolte vive ad esseri umani con
dignità e pieni diritti. Nell’Islam non vi è alcuna assegnazione di
ruoli sociali in base al sesso biologico. L’Islam consacrò prima di
qualsiasi legislazione dell’antichità, il diritto della donna
all’eredità, al divorzio, a godere dei frutti del loro lavoro, a
ricevere l’istruzione e partecipare all’amministrazione della cosa
pubblica. Se ciò non fu una rivoluzione femminista, allora che cosa è
stata?
I sostenitori della seconda, si sbagliano anche loro.
Quello che si vede non è l’applicazione della rivelazione coranica, ma
una miscela di regole del patriarcato, errata interpretazione della
sharia e leggi occidentali al tempo della colonizzazione europea.
La
Sharia non è ciò che vediamo per televisione o quello che ci arriva
attraverso le campagne anti-lapidazione. La Sharia è lo spirito del
Corano,che è, Giustizia Sociale, Ragione, Libertà: questa è la
giustificazione della rivelazione. Coloro che accusano la sharia di
essere la colpevole dell’oppressione delle donne, in realtà stanno
indicando il Fiqh, che è la giurisprudenza, le leggi basata sulla
interpretazione della Sharia, le quali naturalmente possiedono un
terribile pregiudizio di genere nei confronti delle donne. Il Fiqh che
si applica attualmente e che viene identificato con la Sharia ha in
alcuni casi, più di quattro secoli. Essendo l’Islam la religione della
Fede ragionata e l’etica della vita pratica è assurdo ed inaccettabile
che il Fiqh non sia oggetto di revisione e aggiornamento, considerato
che questa deliberata negligenza attacca le basi dell’uguaglianza e
dignità che il Corano instaurò a favore delle donne.
di
Nasreen Amina