martedì 6 agosto 2013

La "Magia" nel Paganesimo

“Magia” è una delle parole più provocatorie all'interno del neopaganesimo. Che cosa si intende quando si usa la parola “magia”, e che ruolo gioca nel neo paganesimo? Anticiperò qui che la magia, intesa come strumento di controllo sovrannaturale sul mondo, è una sfortunata rimanenza dell'eredità occultista all'interno del neopaganesimo, e non gioca alcun ruolo nella versione genuina di questo cammino spirituale.

La magia, intesa e ritualizzata come semplice 'wishful thinking' basato sulla falsa premessa che il pensiero o la volontà in se stessi possano produrre un cambiamento nel mondo materiale, è una convinzione irrazionale che sfortunatamente è fin troppo comune tra i neo pagani (in particolar modo gli Wiccans).

Tuttavia l'imbarazzo provocato dalla magia nei neopagani provvisti di maggior raziocinio, non è la principale fonte di preoccupazione. Piuttosto, quello che davvero preoccupa è la visione puramente strumentale della magia che in quanto tale, va a minare uno dei principi base su cui si fonda il paganesimo: la concezione di una Natura non strumentalizzata e non addomesticabile.

E' pur vero che sia gli occultisti che i neopagani si trovano in più occasioni a rifarsi alla stessa sorgente di simbolismi, incluse le corrispondenze elementali di Empedocle, i cerchi magici, i pentagrammi, i simboli kabbalistici, e persino alcuni estratti astrologici e alchemici. Tuttavia, i neo pagani interpretano l'utilizzo dei simboli in modo molto differente dagli occultisti. Per l'occultista, l'attenta e precisa applicazione di formule magiche può essere utilizzata per controllare le forze naturali e sopranaturali. Egli si percepisce come una sorta di scienziato della natura, che però comprende le forze (sovra)naturali che sono sconosciute o ignorate dai regolari scienziati.

Il neo pagano invece, sa che nel regno dell'inconscio il controllo è un'illusione. Le forze dell'inconscio possono essere invocate, risvegliate, corteggiate, persuase e sedotte, ma mai controllate. Il rituale neo pagano non è una formula scientifica, ma nasce piuttosto come poesia o danza.


Verrebbe da pensare che certamente, i riti pagani e il sapere pagano, si rinforzino reciprocamente, ma così non è. L'importanza data all'utilizzo degli incantesimi, infastidisce coloro che non sono disposti a mettere da parte le loro conoscenze scientifiche e capacità critiche.

La visione utilitaristica della magia perpetua la visione utilitaristica della natura. Pretendere che gli oggetti naturali soddisfino desideri personali, porta a trascurare la natura in tutta la sua complessità. Che cosa differenzia altrimenti il paganesimo, dalle religioni monoteiste che sbandierano il loro dominio sul mondo naturale? Non dovremmo provare a scoprire il percorso che Gaia intesse prima di presumere di interferire? Forse dovremmo armonizzarci con la Terra prima di tentare un intervento. Tale armonizzazione è proprio lo scopo di molti rituali “non-magici” neo pagani: armonizzazione ai cicli della natura, armonizzazione alla parte più profonda di noi stessi e armonizzazione con gli altri. Sostengo che il fine dei rituali neopagani non dovrebbe essere quello di “avere potere” sul mondo naturale, ma piuttosto quello di riconoscere dentro di noi il potere della natura di cui facciamo parte.

Il paganesimo dovrebbe trattare la magia come un'espressione di meraviglia e non come un mezzo per esercitare controllo.

I neo pagani sono materialisti, ma per loro la materia non è inerte; è vitale. La magia, in questo senso, è una risposta contro culturale al riduzionismo e alla scienza positivista che considera la natura (esseri umani inclusi) come un insieme di meccanismi e al capitalismo che la riduce (esseri umani inclusi) ad una merce. Per contrasto i neo pagani, considerano la natura (esseri umani inclusi) la rappresentazione concreta del divino e la localizzazione della sacralità.

La moda New Age o il fascino occulto per gli incantesimi e la così detta "magia", contribuiscono ad impedire che il paganesimo venga preso sul serio. Con ciò non voglio dire che il neo paganesimo deve abbandonare le sue tendenze contro culturali. Tutto il contrario, sostengo che la "magia", quando intesa come controllo sopra la natura, non è affatto contro culturale, ma è parte e parcella di quel paradigma tecnocratico che il neopaganesimo vorrebbe invece sfidare. L'interesse puerile per incantesimi d'amore e simili, è un tradimento dell'essenza dell'etica neo pagana.

MA CI SONO ALTRI MODI DI INTENDERE LA MAGIA:

La magia compresa come simbolo e rituale che tenta di comunicare con l'inconscio in un linguaggio atto a tale scopo, non con il proposito di controllarlo, ma piuttosto con il proposito di integrarlo nelle nostre vite coscienti; e la magia compresa come un ritrovare l'incanto nel nostro modo di osservare il mondo, nello scoprire e nel celebrare le sottili connessioni tra noi e la natura - non allo scopo di esercitare controllo, ma allo scopo di apprezzarla, celebrarla e armonizzarci ad essa.

Se la religione della Dea vorrà evitare di essere trasformata in una parodia di cattivo gusto, bisogna distanziarsi con forza dalla tendenza di fare della magia, superstizione. La Magia è un'arte. Il valore delle metafore magiche è che attraverso di esse identifichiamo noi stessi e ci colleghiamo alle forze della natura; condividiamo gli elementi, il processo cosmico, il movimento delle stelle. Ma se le usiamo come scusa per spiegazioni superficiali e categorizzazioni facili, finiscono per restringere la mente invece che ampliarla e per ridurre l'esperienza ad una manciata di formule che ci separano gli uni da gli altri e dal potere che conserviamo dentro di noi.

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